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STORIA DELL'ISOLA E DI CALASETTA
Singolare, l'arcipelago del Sulcis, lo é in molti sensi. Vuoi perché, nel suo complesso, costituisce un mondo a se' rispetto all'isola madre, la Sardegna. Vuoi perche' le isole e gli isolotti che lo costituiscono - Sant'Antioco, San Pietro, l' Isola Piana e gli isolotti della Vacca e del Toro - sono uno diverso dall'altro.
Tutto é iniziato circa 120 milioni di anni fa, quando il settore sud-ovest della Sardegna viene interessato da un'intensa attivita' vulcanica che, insieme agli agenti atmosferici, nel tempo dara' vita alle isole attuali. Proprio gli eventi tellurici dei primordi saranno una delle ragioni dell'avvento delle future popolazioni. All'attivita' é infatti associata la formazione di depositi minerali, come il bronzo e il ferro. Dopo i primi insediamenti del Neolitico, che diedero vita alla civilta' megalitica prima e nuaragica poi, fu quella fenicia la prima civilta' avanzata a stabilirsi su queste rive. Furono i fenici a fondare la citta di "Solki - nome che significa porto ricurvo - sull'isola di Sant'Antioco, piu' tardi divenuta Sulci. Dopo vennero i Cartaginesi, a loro volta scacciati dai romani che costituirono la prima carta nautica e costruirono un ponte, quindi cominciò la decadenza del medioevo. Il 1770 segnò la rinascita delle isole, allorché Carlo Emanuele III di Savoia, re di Piemonte e Sardegna rese possibile il rientro in Italia a una colonia di antica stirpe ligure residenti sull'isola tunisina di Tàbarka. Giunsero cosi' nelle isole numerose famiglie, parte delle quali furono sistemate a San Pietro, dove fu fondata la cittadina di Carloforte e parte a nord dell'isola di Sant'Antioco fondando Calasetta. Dopo tre anni si aggiunsero ai tabarchini piú di 300 piemontesi. |
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